The Hateful Eight

hyht6uh

Il film è suddiviso in sei capitoli, ambientato anni dopo la Guerra Civile americana, e narra di una diligenza che sta trasportando un’assassina, Daisy Domergue (Jennifer Jason Leigh), catturata dal cacciatore di taglie John Ruth (Kurt Russel) detto “Il Boia”che vuole farla impiccare a Red Rock; lungo il tragitto fanno salire il maggiore Marquis Quarren (Samuel Lee Jackson) e Chris Mannix (Walton Goggins), visto che stavano rischiando il congelamento.
A causa della bufera di neve sono costretti a fermarsi all’emporio di Minnie, a poche miglia da Red Rock, ma quando arrivano lì c’è qualcosa di strano nell’aria: Minnie è partita (cosa insolita), e ha lasciato il locale a un messicano, Bob (Demian Bichir); dentro l’emporio ci sono dei tipi dalle facce poco raccomandabili: Oswaldo Mobray (Tim Roth) che dice di essere il boia di Red Rock, il cowboy Joe Gage (Michael Madsen), e l’ex generale Sanford “Sandy” Smithers (Bruce Dern).
Qualcuno di loro non è chi dice di essere.
Ci sarà qualche spoiler, ma nulla di troppo compromettente.

yyyyyy

Come avrete capito, il film è parzialmente ispirato al capolavoro di Agatha Christie “Dieci piccoli indiani”; ogni volta che esce un’opera di Tarantino è un subbuglio, tutto ciò che tocca diventa oro, perfino ciò che dice diventa oro, come quando espresse un parere positivo sulla commedia comico-erotica italiana anni 70 con Alvaro Vitali e Edwige Fenech tutti i critici si erano messi a rivisitare quei film e ad esprimere pareri positivi; aldilà dei gusti personali, comunque se uno è bravo non è detto che non si possa sbagliare.
Questo film dura circa tre ore, e per la cronaca, nonostante quello che molti si ostinano a dire, non è il suo lavoro più lungo (“Kill Bill” è stato spezzato in due parti vista la lunghezza della pellicola, e infatti si chiamano “Kill Bill: Volume 1” e “Kill Bill: Volume 2”, e NON “Kill Bill 1″ e Kill Bill 2”, è un film UNICO, non finirò mai di ripeterlo); è costernato da continui dialoghi, soprattutto nella prima parte, nei quali il regista è sempre un maestro, e lo ha ampiamente dimostrato in tutta la sua filmografia che la sceneggiatura e le battute sono tra i suoi punti di forza; un altro suo punto di forza è l’azione, che a un certo punto prende vita ed esplode, alla maniera di Tarantino; il cast poi è ottimo, ci sono quasi tutti i suoi veterani, e qualche new entry, ma nessuno sfigura.
Notevole anche la piega che prende verso il genere giallo, quando John Ruth inizia a sospettare che qualcosa non quadra, quando anche Marquis Quarren inizia ad avere dei sospetti, quando poi improvvisamente nell’ombra una mano misteriosa avvelena il caffè, ecc…
Questi sono i pregi, ora passiamo ai difetti: il film si prospetta essere un western, come “Django Unchained”, a tratti comico come “Django Unchained”, in parte tratta il tema della schiavitù nera, anche se in questo caso tramite racconti e parole, a differenza del suo predecessore, ma rimane, come il suo predecessore, una specie di accozzaglia di citazioni, senza alcuna serietà, anche se in questo caso non stona, dal momento che l’argomento principale non è la schiavitù, ma il western (e mi fermo qui, dei difetti di “Django Unchained” ne parlerò in un altro articolo se fosse).
Oltre a questo, a un certo punto prende la piega dello splatter insensato, si passa all’exploitation, che negli anni Settanta era considerata un genere di serie B, lui e Robert Rodriguez l’hanno omaggiata in ogni modo possibile, con ottimi risultati, però a un certo punto stanca, c’è bisogno di qualcosa di nuovo (mi riferisco più a Robert Rodriguez che a Tarantino, anche se questo film, dalla seconda metà in poi, ricorda più “Dal tramonto all’alba” che un western all’italiana). Secondo punto poi, “Dieci piccoli indiani”: ci sono più o meno centocinquanta film che riprendono la trama dal capolavoro immortale di Agatha Christie, come “Devil”, “Identità”, ecc…per cui, nonostante quello che sento e leggo in rete, non si è inventato nulla, e per di più il mistero non viene svelato alla fine, ma poco dopo la metà dell’opera, quindi è una parziale ispirazione diciamo rielaborata, in cui il giallo-thriller funziona molto bene, ma in questo caso non mi sento di accostare il film all’opera letteraria sopra citata (francamente ci sono solo due o tre film che lo meritano).
Detto ciò, non considero “The Hatefull Eight” un capolavoro; finora “Django Unchained” è il peggiore che Tarantino abbia fatto (anche se assolutamente non da buttare, tutto è rapportato alle altre sue opere). “The Hateful Eight” rimane molto positivo, un film di ottima fattura, ma non mi ha lasciato quella particolare scintilla da permettergli di fare il salto di qualità.
La tecnica registica, senza che ve lo dico, è sempre ottima, e inutile che vi dica anche il regista da cui l’abbia appresa, così come è inutile che vi dica che le musiche sono eccellenti, perfette per questo film, perché scritte dal musicista e compositore che ha da sempre collaborato con il regista che non ho nominato (ma al quale ho dedicato un intero articolo), in tutti i suoi film (a parte il primo), uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi, un mostro sacro che quest’anno di sicuro vincerà l’Oscar per la Miglior Colonna Sonora: il grande Ennio Morricone.

kkkkkkk

Mi sento di dire un’ultima cosa a Tarantino: basta con questi western pseudo-comici e pseudo-splatter, sono quasi quindici anni che tutti aspettano un certo film. Quindi credo di parlare a nome di tutti nel dire: quando cavolo arriva il seguito di “Kill Bill”?

EDOARDO ROMANELLA

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5 commenti

  1. Beh, è stato lasciato in sospeso Kill Bill, con la figlia della prima donna uccisa che viene risparmiata, e Uma Thurman che le dice che aspetterà la sua vendetta quando crescerà……poi quella alla quale cava l’altro occhio, non è morta…..lo aveva concluso in modo tale da far presagire per forza un seguito, ma la sta tirando per le lunghe, sono già 5 anni che dice che il film è pronto…..

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  2. Ma no, guarda, cmq ho scritto che è un buon film, un film che se lo avesse fatto un regista esordiente sarebbe stato osannato come un talento…..solo che da Tarantino mi aspetto di più, è un buon film, migliore di Django, ma inferiore a tutti gli altri fatti da lui…..

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